Lo Yin e lo Yang

(articolo di Dominique Ferraro, da Shiatsu Do n°11 ottobre 1998)

 

Dominique ferraro,

insegnante di Qi Gong e

studiosa della cultura orientale,

ci traduce ai due princìpi

fondamentali del pensiero

cinese che, pur essendo così

importanti, sfuggono a una

definizione precisa e sono per

l'uomo moderno così difficili

da comprendere nel loro

significato profondo.

Ringraziamo Dominique per la

sua cortese collaborazione.

 

Yan e Yang: nulla nel pensiero cinese si sottrae a questi due princìpi. Il gioco di alternanza e complementarietà fra Yin e Yang era nella Cina classica la base delle scienze e delle arti, della toponomastica, della divinazione, della medicina, dell'etica, dei riti, della politica. Sorprendentemente (per noi occidentali) e tuttavia impossibile cogliere nei testi antichi una definizione di questa coppia di concetti così importanti. A proposito di un altro concetto chiave, quello di Tao, il celebre Tao Té Ching nelle prime righe nega addirittura la possibilità di definirlo: "Il Tao che si può nominare non è il vero Tao, i termini che si possono impiegare non sono i veri termini", afferma.

Alla maniera dei cinesi, che alle idee astratte e precise hanno sempre preferito simboli ampi e allusivi, poetici ed evocatori, dobbiamo accontentarci d'una nozione impressionistica dello Yin e dello Yang, dedotta dalla serie quasi infinita di significati che volta a volta vi vengono fatti corrispondere. Yang rinvia a luminoso, chiaro, caldo, aperto, maschio, aggressivo, esterno. Yin a buio, scuro, freddo, chiuso, femminile, arrendevole, interno.

La prima nozione dei due termini si trova in un calendario astronomico del terzo secolo avanti Cristo e nello I Ching, manuale divinatorio dello stesso periodo. Yin e Yang compaiono in trattati di musica e di toponomastica e poi nelle opere di filosofi come Tchuang Tse e Mo Tse: sempre senza definizione e negli impieghi più disparati.

Ci troviamo di fronte ad una coppia di forze, o di sostanze o di generi? No, sostiene il sinologo Marcel Granet: Yin e Yang sono metafore, emblemi, rubriche che alludono ad una molteplicità di aspetti concreti, sono simboli pratici da usare. Indicano opposizione od esclusione fra le due classi? Per nulla, precisa Granet: al contrario suppongono complementarietà, armonia, interdipendenza nell'alternanza, sono il diritto ed il rovescio della realtà. Quando nell'I Ching si legge: "Yi Yin, Yi Yang, Tao", Uno Yin, Uno Yang, Tao, si può tradurre: "Una dose di Yin, una dose di Yang, questo è il Tao", "Un lato Yin, un lato Yang..." Il simbolo bianco e nero del Taiji rappresenta la compenetrazione dinamica dell'unità Yin-Yang.

Le due categorie sono inoltre relative: qualcosa è Yin o Yang solo in rapporto al proprio complementare. La donna ad esempio è Yin rispetto all'uomo e Yang rispetto al figlio che porta in seno, in posizione interna.

Le idee essenziali sono quelle dell'alternanza, della trasformazione, dell'unità nella diversità. "Lo Yin e lo Yang si concentrano e si armonizzano" afferma il filosofo taoista Tchuang Tse. Bisogna anche sottolineare che questa azione concertante unisce le sfere della natura e della società: la tradizione cinese attribuisce all'imperatore il compito di regolare sia il rapporto fra gli uomini, sia il tempo, lo spazio e l'universo: "Un buon re fa giungere al momento giusto le stagioni, la pioggia e la rugiada" scrive il filosofo Mo Tse. Nello Hung Fan (classico di storia) si legge: "La solennità del sovrano sarà seguita da pioggia a tempo debito; la regolarità del sovrano dà sole a tempo debito; la sua intelligenza dà caldo a tempo debito. Un comportamento indecoroso sarà invece seguito da pioggia continua; l'insolenza da sole continuo; la pigrizia da caldo continuo; la fretta da freddo continuo; l'ignoranza da vento continuo." Non per nulla l'imperatore era investito dal "mandato del cielo".

 

Yin e Yang nella medicina tradizionale cinese

 

La medicina tradizionale cinese è uno degli esempi più affascinanti della classificazione Yin-Yang. Lo sviluppo dell'uomo, il suo equilibrio e la sua salute seguono le stesse leggi che governano il movimento delle ore e delle stagioni. Come spiegano Claude Larre e Fabrizia Beretta (n.d.r. vedi bibliografia alla fine dell'articolo) la MTC è una medicina psicosomatica che prende in conto la relazione tra mente e corpo, ed è una "medicina dei soffi". Per soffi s'intende il movimento vitale, il Qi (energia) ascendente e discendente che è all'origine dell'universo e le cui trasformazioni danno vita all'uomo.

La salute è il frutto di un'armonia fra Yin e Yang. Quando l'equilibrio si rompe per eccesso o per difetto di uno dei due termini, insorge il malanno: "Se lo Yin è vittorioso, lo Yang è malato; se lo Yang è vittorioso, lo Yin è malato. Lo Yang vittorioso provoca segni di calore (febbre), lo Yin vittorioso segni di freddo (brividi)" si legge nel Suwen.

La dinamica Yin-Yang agisce secondo i princìpi seguenti:

Yin: concentra, discende, raffredda

Yang: diffonde, sale, riscalda.

Quattro le regole fondamentali:

- lo Yin e lo Yang sono opposti

- lo Yin e lo Yang hanno origine reciproca

- le loro crescite e riduzioni sono inversamente proporzionali

- lo Yin e lo Yang si trasformano a vicenda e si alternano.

Per una più ampia descrizione della dialettica Yin-Yang in fisiologia e patologia rimandiamo il lettore al simpatico manuale per medici ed appassionati di Giulia Boschi La radice e i fiori (Erga edizioni). Ci limiteremo qui a qualche esempio.

I cinque organi Zang (reni, cuore, fegato, polmone, milza) sono Yin perché pieni e compatti, più all'interno del corpo e con il compito di tesaurizzare l'energia.

I cinque organi Fu (stomaco, intestino crasso, intestino tenue, vescica, vescicola biliare) sono Yang perché cavi e perché trasformano e trasportano la materia senza trattenerla.

Ogni organo Yin è accoppiato in termini funzionali ad un organo Yang, in un rapporto di reciproca collaborazione e scambio di Qi, e la particolare energia di ciascun organo ha un duplice aspetto Yin e Yang.

Allo stesso modo i meridiani sono Yin se associati all'attività di uno Zang e Yang se associati all'attività di un Fu. I meridiani curiosi sono anche loro distinti in Yin e Yang.

Nella dietetica e nella farmacopea pure i sapori hanno una caratteristica Yin (acido e amaro) oppure Yang (piccante e dolce). E così gli alimenti, che possono dunque venire usati per correggere situazioni energetiche in squilibrio.

Nella diagnosi molto complessa in uso nella MTC anche i sintomi ed i fattori patogeni sono Yin o Yang. Valutata la situazione energetica del paziente, il medico tonifica o disperde l'energia impiegando una o più delle tecniche a sua disposizione: agopuntura, fitoterapia, massaggio, qi gong. Il Qi Gong è una ginnastica terapeutica che armonizza le varie energie con esercizi dinamici e statici, metodi di respirazione, emissioni di suoni, controllo e guida dell'energia lungo i meridiani mediante concentrazione mentale.

La MTC opera preventivamente per porre rimedio agli squilibri che possono causare malanni. La malattia viene interpretata come un blocco energetico, oppure una carenza o un eccesso di circolazione energetica in qualche meridiano od organo.

Secondo i cinesi l'infermità non sorge per caso e di rado è dovuta a fattori patogeni esterni (quando il sistema immunitario funziona a dovere non ci si ammala). Ciò che predispone alla malattia è soprattutto un cattivo rapporto che l'uomo intrattiene con se stesso e con l'ambiente che lo circonda. Sono fattori patogeni interni (agitazione, stress, tristezza, paura, rabbia, preoccupazioni) che mettono in deficit l'equilibrio energetico e di conseguenza le difese immunitarie.

In questo consiste la più grande originalità della MTC che considera l'uomo responsabile della propria salute. L'idea si riallaccia alla filosofia taoista dello stare nel giusto mezzo senza eccedere, combinando Yin e Yang secondo la regola del Tao. "Il compito affidato ad ogni uomo è quello di portare a termine i giorni assegnatigli dal destino con una condotta di vita conforme alle leggi del Cielo... Seguendo uno stile di vita naturale l'uomo diventa artefice primo della vita e della sua salute, perché diviene capace di preservare le essenze ed il soffio vitale ricevuti all'inizio della vita".

(Larre-Beretta, Filosofia della Medicina Tradizionale Cinese, Jaka Book, 1997, pag.17)